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Chiesa di Santa Maria della Neve
La fabbrica di questa chiesa risale al XV secolo per volere degli abitanti di Pisogne. Lo testimonia lo stemma del paese scolpito sul capitello di una lesena posta all’interno. La sua struttura architettonica segue lo schema della pieve rustica, con facciata a capannaed interno ad aula unica con volta a crociera a sesto acuto. Originariamente l’esterno era dotato di due porticati, uno scomparso e l’altro trasformato in oratorio. Il portale è in arenaria rossa di Gorzone, molto elegante per le raffinate decorazioni rinascimentali. Ai lati del portale era rappresentato un “Trionfo della Morte”, soggetto macabro oggi, purtroppo, completamente scomparso; se ne conosce l’impostazione grazie ai disegni eseguiti nel secolo scorso. Il lato nord recava affreschi di G. Romanino che, staccati e restaurati, sono ora custoditi all’interno della chiesa. Sullo stesso lato, un sacello aperto mostra affreschi della scuola del Da Cemmo. Intorno al 1533 Girolamo Romani detto il Romanino, pittore bresciano di origine milanese, ricevette l’incarico dalla confraternita dei Disciplini di affrescare la chiesa con soggetti ispirati alla Passione e Resurrezione di Cristo. La volta accoglie 24 figure di Sibille e Profeti in precario equilibrio su finti cornicioni. La lettura degli affreschi parte dall’arco santo illustrante l’Annunciazione. La parete sinistra rappresenta i drammatici momenti della passione, mentre quella di destra le sequenze della Resurrezione. Tutti gli episodi raffigurati fanno da corollario al tema centrale,grandiosamente espresso sulla controfacciata, della Crocefissione.
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